Nel cupo regno d’ogni riso privo,
siede la Margherita in fosco trono,
d’antipatia superba e d’aspro rivo.
Mai non si udì da quelle labbra un dono,
se non un gel ch’ogni dolcezza smora,
guardando il mondo con disdegno e sdegno.
Sua maestà la noia incorona,
fiore di ghiaccio che mai non s’inchina,
volgendo in fiele ciò che pria fu festa.
O d’Antipatia solinga e alta regina!
